Cosa avreste fatto al posto dei passanti?
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Cosa avreste fatto al posto dei passanti?
Questa notizia mi ha sconvolto.
Voi come vi sareste comportati al posto dei passanti?
Un'aggressione fisica alla zingara, cosa molto probabile data la particolarità dei fatti, sarebbe configurabile come difesa personale?
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo413022.shtml
Voi come vi sareste comportati al posto dei passanti?
Un'aggressione fisica alla zingara, cosa molto probabile data la particolarità dei fatti, sarebbe configurabile come difesa personale?
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo413022.shtml
Re: Cosa avreste fatto al posto dei passanti?
Ciao Wtboy. Ti parlo come persona esperta nel settore, perché lavoro da anni nelle forze dell'ordine. A prescindere da quelle che sono le situazioni emotive generate dalla particolarità dell'evento, che ovviamente provoca molta indignazione, è assurdo pensare che un'aggressione in massa ad una ragazza rom sia configurabile come difesa personale. La ragazza ha commesso un reato ed è stata bloccata dalla madre (azione leggittima, in quanto potrebbe configurarsi in questo caso anche "arresto da parte del pubblico cittadino", previsto dal codice di procedura penale), ma chi deve poi eseguire i provvedimenti di restrizione della libertà (in questo caso l'arresto) sono esclusivamente gli agenti di polizia giudiziaria. Ripeto che potrebbe anche essere comprensibile la reazione delle persone, ma non ha nulla a che vedere con la difesa personale, che si configura nell'immediatezza come una reazione per salvaguardare l'incolumità propria o di una terza persona, a fronte di un'aggressione subita. Saluti!
Re: Cosa avreste fatto al posto dei passanti?
Capisco e condivido l'indignazione provata per la notizia del tentato rapimento.
Analizzando il caso e semplificando, nella difesa personale due concetti devono sempre essere tenuti in considerazione:
- la proporzionalità tra la difesa e l'offesa
- l'attualità del pericolo (la difesa deve avvenire contemporaneamente all'azione dannosa, non quando si è già compiuta).
Per la proporzionalità:
quello della violazione di domicilio, ma soprattutto del rapimento è un atto di notevole gravità! Pertanto giustificherebbe un'azione incisiva, entro però certi limiti. Interrompere il rapimento è la priorità, fermare la ragazza è di secondaria importanza! Se si riesce a farlo semplicemente afferrandola e immobilizzandola sarebbe l'ideale, ma la gravità dell'azione concederebbe anche mezzi più violenti, come ad esempio colpirla, se si dimostra che non si poteva fare altrimenti. Siccome si parla della vita di una persona (la bambina rapita), se nella necessità di fermare la rapitrice le si spezza un arto o si provoca un danno fisico grave, il giudice probabilmente ammetterebbe che la difesa e stata legittima. Una volta liberata la bambina rapita è però possibile unicamente fermare l'autrice senza arrecarle altri danni e richiedere solo l'intervento immediato delle forze dell'ordine che procederanno all'arresto.
Per l'attualità del pericolo:
nel caso specifico da te citato è possibile intervenire, nel rispetto della legge, anche duramente, mentre l'autrice del rapimento ha ancora in braccio la bambina, ma una volta che la si riesce a liberare non è più lecito arrecare danno alcuno o far male alla rapitrice, è solo possibile immobilizzarla. Qualsiasi azione fatta dopo, quando cioè non sussiste più alcun pericolo per la bambina, è da ritenersi illegittima. Sarebbe quindi considerata una ritorsione a tutti gli effetti e quindi punita a termini di legge, anche se "forse" si terrebbe conto del coinvolgimento emozionale che potrebbe essere una giustificazione, ma solo in piccolissima parte.
I passanti quindi ben hanno fatto fermare un atto tanto grave e ignobile, ma qualsiasi azione di ritorsione verso i connazionali o la famiglia dell'autrice del tentato rapimento sarebbe un'azione illecita che non può in alcun modo essere considerata difesa personale, ma solo una vendetta.
Analizzando il caso e semplificando, nella difesa personale due concetti devono sempre essere tenuti in considerazione:
- la proporzionalità tra la difesa e l'offesa
- l'attualità del pericolo (la difesa deve avvenire contemporaneamente all'azione dannosa, non quando si è già compiuta).
Per la proporzionalità:
quello della violazione di domicilio, ma soprattutto del rapimento è un atto di notevole gravità! Pertanto giustificherebbe un'azione incisiva, entro però certi limiti. Interrompere il rapimento è la priorità, fermare la ragazza è di secondaria importanza! Se si riesce a farlo semplicemente afferrandola e immobilizzandola sarebbe l'ideale, ma la gravità dell'azione concederebbe anche mezzi più violenti, come ad esempio colpirla, se si dimostra che non si poteva fare altrimenti. Siccome si parla della vita di una persona (la bambina rapita), se nella necessità di fermare la rapitrice le si spezza un arto o si provoca un danno fisico grave, il giudice probabilmente ammetterebbe che la difesa e stata legittima. Una volta liberata la bambina rapita è però possibile unicamente fermare l'autrice senza arrecarle altri danni e richiedere solo l'intervento immediato delle forze dell'ordine che procederanno all'arresto.
Per l'attualità del pericolo:
nel caso specifico da te citato è possibile intervenire, nel rispetto della legge, anche duramente, mentre l'autrice del rapimento ha ancora in braccio la bambina, ma una volta che la si riesce a liberare non è più lecito arrecare danno alcuno o far male alla rapitrice, è solo possibile immobilizzarla. Qualsiasi azione fatta dopo, quando cioè non sussiste più alcun pericolo per la bambina, è da ritenersi illegittima. Sarebbe quindi considerata una ritorsione a tutti gli effetti e quindi punita a termini di legge, anche se "forse" si terrebbe conto del coinvolgimento emozionale che potrebbe essere una giustificazione, ma solo in piccolissima parte.
I passanti quindi ben hanno fatto fermare un atto tanto grave e ignobile, ma qualsiasi azione di ritorsione verso i connazionali o la famiglia dell'autrice del tentato rapimento sarebbe un'azione illecita che non può in alcun modo essere considerata difesa personale, ma solo una vendetta.
Re: Cosa avreste fatto al posto dei passanti?
Ciao WTboy, credo che le risposte date siano sufficienti a spiegare il concetto di difesa personale, ponendo anche dei limiti alla stessa.
La domanda così come l'hai posta {Cosa avreste fatto al posto dei passanti?}
mi sa di personale, allora ti rispondo che al posto dei passanti, io gli avrei rotto minimo un braccio.
Ragazzi scusatemi, ma quando ci vuole, ci vuole.
Premetto non sono razzista, ma adesso ne sono troppi.
Ciao da Dragon
La domanda così come l'hai posta {Cosa avreste fatto al posto dei passanti?}
mi sa di personale, allora ti rispondo che al posto dei passanti, io gli avrei rotto minimo un braccio.
Ragazzi scusatemi, ma quando ci vuole, ci vuole.
Premetto non sono razzista, ma adesso ne sono troppi.
Ciao da Dragon






